Botte ai bimbi, arrestata maestra d'asilo

2 marzo 2010

Barletta. A documentare i maltrattamenti ci sono i video con cui i carabinieri l’hanno incastrata. Una maestra di 43 anni educava i suoi piccoli alunni di una scuola dell’infanzia (bibmi da 3 a 4 anni) di Barletta togliendo loro la sedia, mentre cercavano di sedersi; oppure pestava i piedini a quelli che camminavano carponi.

Ricordano probabilmente metodi di altri tempi quelli addebitati alla donna arrestata dai carabinieri di Barletta con l’accusa di maltrattamenti aggravati.

Le telecamere. Le indagini dei militari, coordinate dal sostituto procuratore Michele Ruggiero, si sono svolte con l’aiuto delle telecamere nascoste, piazzate nell’aula in cui insegnava la donna in seguito alle numerose denunce arrivate dai genitori. I loro bambini erano sempre più impauriti all’idea di tornare a scuola la mattina.

L'ordinanza. L'ordinanza del gip del tribunale di Trani, Rossella Volpe, spiega che l'insegnante «…abusando di autorità, poteri e prerogative propri delle sue funzioni educativo-formative, violando i doveri di equilibrio e correttezza inerenti le attività di cura, vigilanza e custodia esercitate nei confronti di bambini (di anni 3) a lei affidati, approfittando della loro condizione di particolare vulnerabilità, li ha ripetutamente maltrattati».

Da qui la decisione di mandarla ai domiciliari, anche se i bambini erano stati ritirati da scuola. Dopo le denunce dei genitori i piccoli, che hanno tra i 3 e i 4 anni, sono stati sentiti con l’aiuto di una psicologa, poi si è passati all’installazione delle telecamere.

Il procuratore Carlo Maria Capristo, durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina in procura, ha detto che la maestra barlettana «trattava i bambini come sacchi di patate» e che questi «quando parlavano delle maestre, distinguevano quella buona da quella cattiva».

«L’esperienza di Barletta - ha concluso - non è certo inferiore a quella di altre città italiane in cui si sono scoperti fatti di questo genere. L’appello è, ancora una volta, a genitori ed educatori: denunciate». Quanto accaduto nella scuola alla periferia di Barletta è comunque «un fatto isolato», secondo quanto riferimento dal comandante della compagnia dei carabinieri, Marco Vatore.

 

Fonte: corriere.it