Un Pianeta ancora lontano

Diritti dell'infanzia

I Diritti dell'Infanzia
Un Pianeta ancora lontano


Sono passati ventuno anni dal 20 Novembre 1989 allorchè fu firmata la Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia nel mondo.
Certamente un tempo piccolissimo di fronte ai duemila anni di storia che ci portiamo dietro e una strada accidentata per la complessità del genere umano che, tendenzialmente, è portato a rendere difficili anche le cose più semplici e, di conseguenza, a non guardare, come merita, quel mondo bambino che ci circonda fatto proprio di semplicità, autenticità, freschezza.
Tantissime importanti associazioni si occupano di minori; politici, esperti vari sono scesi in campo a riattivare con iniziative diverse l’attenzione degli adulti sul grande tema dell’infanzia eppure ancora troppi bambini sono emarginati in situazioni di vita assolutamente inumane.
La loro dignità di essere umani titolari di diritti basilari viene calpestata senza possibilità di appello e di parola sotto lo sguardo inerme di adulti irresponsabili. Qualcuno ha scritto  che la sola cosa  necessaria per la tranquillità del mondo è che ogni bambino possa essere felice  ma non è semplice. E’ importante che tutti coloro che sono consapevoli di questa sfida, ed io mi pongo tra costoro, facciamo la nostra parte nel  provare a cambiare il mondo.
Anche se il 1989 fu un anno importante per i diritti dei minori bisogna precisare che una Carta dei diritti dei bambini era stata scritta nel 1924 e un’altra era stata approvata nel 1959 dalle Nazioni Unite. Come dire che da quasi un secolo l’attenzione sul tema dei diritti è stata posta ,almeno in America, eppure anche nel mondo occidentale c’è sul minore e sulla sua formazione una profonda indifferenza.
Un diritto fondamentale è quello dell’uguaglianza nella diversità eppure rappresenta un tema complesso e difficile anche in una società come la nostra, apparentemente aperta al pensiero progressista,etnicamente multiculturale , ma il più delle volte orientata a proporre modelli di stereotipata omologazione ,sostenuti da propaganda massmediale  con scarsa possibilità di lasciare spazio alle diversità individuali.
La dicotomia uguaglianza/differenza diventa ancora più problematica quando si affronta la differenza di genere sul piano antropologico, culturale,sociale.
Pensiamo a quella parte di mondo in cui le bambine sono oggetto di crudele discriminazione ; vengono uccise prima di nascere perché di genere femminile , bambine maltrattate, sfruttate nella prostituzione e nel lavoro minorile, bambine mutilate sessualmente, bambine sposate ad uomini adulti del tutto sconosciuti.
La scuola è la sede migliore per far conoscere ai bambini di quali diritti sono portatori, per riflettere sulla loro attuazione nel contesto di vita a cui appartengono, per progettare un futuro migliore e diventare adulti più responsabili.
Nella scuola italiana  l’art. 1 del D.L. n° 137 del 2008, convertito in legge 169/2008, ha introdotto l’educazione alla cittadinanza che  ha come primo obiettivo la conoscenza e il rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione; ad esso va aggiunto, così come autonomamente moltissime scuole fanno da anni, l’esplorazione  dei diritti dei bambini ,ratificati dalla Convenzione, perché conoscere le condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza , anche in dimensione planetaria,possa generare negli alunni di oggi una maturità sociale e civile di ampio respiro.
Mi piace riportare nel contesto di questo mio scritto una bellissima riflessione fatta da Kofi Atta Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite nel 1997, che così recita: “Per guardare ad alcuni aspetti del futuro, non abbiamo bisogno di proiezioni elaborate; molto di ciò che sarà il prossimo millennio si può vedere nel modo come ci occupiamo oggi dell’infanzia.”

Rosaria Zammataro
Autrice del volumetto “Il diritto di essere bambino”.
La Rocca 2009